Protesta dal CARA Mineo – L’inchiesta

Mineo, 22 ottobre 2013.

Stamattina gli eventi a Mineo sono precipitati.

Gli Ospiti del più grande centro accoglienza d’Europa (4.000 sulla carta), hanno bloccato e paralizzato la città di Mineo.

Nello specifico sono state bloccate le automobili prese a calci e pugni.
Sono stati sfondati parabrezza di auto parcheggiate nella vicina stazione di servizio ESSO sulla SS417. Gli impiegati della stazione di servizio si sono barricati all’interno del bar.
L’evento più drammatico sta nella paralizzazione delle strade tramite decine di MASSI rendendo impossibile il transito, e addirittura sassate contro le auto di servizio della POLIZIA che è stata costretta ad intervenire a Cavallo.
Seppur nella mattinata si sia lamentata l’assenza delle forze dell’Ordine, l’intervento è stato tempestivo in tarda mattinata e nel primo pomeriggio.

Ecco la testimonianza che vale più di ogni commento di Raffaella Catania, che stamattina si trovava nell’Autobus di linea AST in partenza da Mineo diretto a Catania, che non senza problemi e intimidazioni da parte degli immigrati è dovuto ritornare in paese:

“Oggi Mineo è chiusa, non si può nè entrare nè uscire, una trentina di residenti del CARA hanno occupato il bivio. Sassi enormi, bottiglie rotte, cassonetti e spazzatura a bloccare la strada, ma soprattutto violenza, urla e minacce. Gli autobus, come del resto le macchine, sono stati costretti a girare e tornare indietro, in tutto questo nessuna traccia di forze dell’ordine. Mi domando ma ai cittadini di Mineo chi ci pensa? Inutile dirvi le minacce e le urla contro la mia persona quando si sono resi conto che stavo scattando le foto che vedete. Ho avuto paura, non lo nascondo, perchè quando la rabbia offusca la ragione non c’è controllo!”

Nulla più eloquente delle immagini che vi mostrerò e della PAURA negli occhi di chi si è trovato di fronte quella furia devastante.

Foto di Giovanni Balba

Foto di Giovanni Balba

Foto di Raffaella Catania

Foto di Raffaella Catania

Foto di Raffaella Catania

Foto di Raffaella Catania

Foto di Raffaella Catania

Foto di Raffaella Catania

Foto di Raffaella Catania

Foto di Raffaella Catania

Foto di Salvo Sinatra

Foto di Salvo Sinatra

Ed ecco le immagini girate dal SetteMezzo Magazine:

Ed il video di SEBASTIANO SBRIZZA

https://www.facebook.com/photo.php?v=10200737233173460

Immagini che parlano da Sole.

Poche ore fa i lavori di rimozione dei sassi, la domanda lecita di Massimo Savoca
“Questo intervento chi lo paga?”
Ecco il video di MASSIMO SAVOCA
https://www.facebook.com/photo.php?v=10202197007676378

Siccome questa non è una testata giornalistica, lo ricordo, cerco di andare sempre oltre, e trovare insieme ai lettori ove possibile un’interpretazione all’accaduto.
Sappiamo che sono stati inutili i tentativi di comunicazione pacifica con i manifestanti e possiamo solo intuire quali sono le reali motivazioni che hanno spinto i migranti a scoppiare in una guerriglia e una sassaiola da film western, restringendo il campo, le ipotesi più plausibili sono due:

  • Le inadeguate condizioni di permanenza al C.A.R.A.
  • I tempi burocratici troppo lunghi per ottenere permessi di soggiorno validi.

Nel primo caso la responsabilità ricade sulla dirigenza del consorzio C.A.R.A. Mineo, nella seconda ipotesi sulla procura dello Stato.

Ora, non siamo qui per fare illazioni di sorta, ma analizziamo meglio:

Nel primo caso forse il gruppo Uniti per Mineo, dovrebbe una volta per tutte fare un gesto di responsabilità e ridurre il numero dei Richiedenti Asilo al CARA a quello più idoneo E alle capacità della struttura E al contenimento dell’ordine pubblico per evitare disagi del genere come quello verificatosi stamattina.
Vorremmo forse negare che quello di oggi sia stato “UN PROBLEMA PER I CITTADINI DI MINEO” ?

E allora perché il Sindaco non si appresta a compiere l’atto che il suo stesso gruppo ha messo per iscritto?
Tranquilli non ce lo siamo sognati ecco il commento di Uniti per Mineo scritto in data 22 ottobre 2013 alle ore 14.36 (ecco il parmalink: https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=385892074876220&id=220692401396189)
ed ecco la fotografia qualora qualcuno volesse ritrattare:

Commento UNITI PER MINEO

E allora Caro Sindaco Anna Aloisi, cosa aspettiamo a chiedere la chiusura del Cara?
Non è di certo, una proposta che viene dall’esterno!

Mi chiedo come si può professare un’accoglienza casta, pulita e liberatoria, quando gli stessi accolti prendono a sassate gli abitanti di Mineo apostrofandoli “BASTARDI ITALIANI”.
La mia dignità calpestata, la mia indignazione esagerata, la mia rabbia ineluttabile nel sentire queste offese che trascendono ogni forma di razzismo, al contrario rispetto negato a chi contribuisce ai tuoi pasti caldi, al tuo letto, alle tue sigarette che rivendi per la metà di quanto “IO” te le ho comprate. E se la gestione va male, non è di certo dei cittadini di Mineo, non è di certo degli impiegati al C.A.R.A. ma forse di chi lo gestisce.

Nel caso in cui, le condizioni di vita al C.A.R.A. siano gradite a tutti, e le attività ivi svolte vanno bene a tutti, può darsi che questa protesta sia contro la procura dello Stato e l’Ufficio Immigrazione che rilascia i permessi di soggiorno, e in quel caso risponderei ai profughi: la burocrazia Italiana è famosa nel mondo per la sua lentezza, e molto prima del vostro sbarco immigrati attendevano gli stessi tempi per lo stesso certificato.

Non siamo stati noi a invitarvi qui, voi a venire e noi ad accogliervi come SI DEVE, poi se il Centro Accoglienza non rispecchia i vostri canoni, leggete sopra!

Come si può parlare di premio NOBEL per la pace di fronte immagini come queste?
Ogni mio commento, vano!

Una settimana fa commentavo l’articolo de “La Sicilia” sul “Business Profughi” forse si dice bene sul Web: l’economia continua a girare a Mineo, anche per i Carrozzieri.

Foto di Giovanni Balba

Foto di Giovanni Balba

Alla luce di tutto ciò mi chiedo davvero, se noi, spettatori di questa protesta (ma di quelle vere), dovremmo limitarci a denigrare la brutalità dell’accaduto e a prendere una strada interna per uscire dal paese, oppure prenderne esempio per sovvertire le sorti della nostra Città, della nostra Regione, della nostra Italia.

In Fede

Peppe Macedone

La serie di immagini e filmati mostrati non appartengono a me, ma chi li ha condivisi in rete e che di fatto ne è proprietario intellettuale. Per qualsiasi segnalazione contattate l’email peppe.macedone@gmail.com

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