La società dell’uomo moderno nel 2013

Critiche alle nuove tecnologie da parte di un assiduo utilizzatore.

 

“La vita è quella che succede mentre scorri la tua home su Facebook”, frase trita e ritrita che non porta sicuramente nessuna intuizione o corollario degno di nota, tuttavia il mio approfondimento: Come e Perché tutto diventa sempre più piccolo, vicino, ma VIRTUALE.

PREMESSA di valore. Chi vi scrive non è di certo un Luddista, né tantomeno un invocatore del reset della società, uso in maniera fin troppo assidua software e silicio in ogni momento della giornata. Ho un iPhone 5 ed un computer che “stimo” solo perché fa ottimamente il suo sporco lavoro ed è costato una miseria.
Ho un profilo su Facebook, Twitter, Youtube, un blog che, in questo momento state leggendo e persino una homepage.


QUINDI: No, non sono qui per denigrare l’uso di questi strumenti, ma per denigrarne il modo d’uso.
Poiché se è vero che il sottoscritto è molto attivo sul web, lo è il doppio nella vita reale attraverso pubbliche relazioni, sociale, politica e pubblico dibattito.
Amo guardare in mezzo agli occhi gli uomini e le donne che ho il piacere di incontrare, amo le strette di mano, che preferisco, di gran lunga, ad un messaggio su Whatsapp.

Con l’aiuto dei saggi del mentore Karl Kraus ( già editore, direttore ed autore del “Die Fackel”) vissuto tra l’ ‘800 ed il ‘900, proverò a dare una personalissima interpretazione alla società moderna e cosa c’è che non va parlando di quello che lo sviluppo-inviluppo delle tecnologie.

Recenti sondaggi condotti nel Regno Unito hanno dimostrato come un uomo su tre intervistati sarebbe disposto a rinunciare al sesso piuttosto che al proprio smartphone.
Che cosa commentare? Nulla sennonché questa dipendenza sta diventando tragica.
Si sostituiscono le relazioni con le richieste d’amicizia, si misura l’importanza di una persona in base al numero di “Mi Piace” nelle foto, persone di sanissima igiene mentale diventano ridicoli su Facebook, scrivendo frasi ricorrenti e poco furbe, sostituendo ormai idealmente la piazza con la Home.

Una delle cose peggiori di internet è che induce tutti a sentirsi sofisticati, cioè a prendere posizione su ciò che è GIUSTO e ciò che è SBAGLIATO, ciò che è COOL e ciò che non lo è tenendo inesorabilmente conto delle posizioni di tutti gli altri.
Probabilmente Kraus non avrebbe cercato di essere COOL, ma sicuramente si divertiva a schierarsi, ed era estremamente attento alle posizioni altrui. Era sofisticato, ed è per questo, che Die Fackel ricorda un blog. Kraus passa molto tempo a leggere roba che odiava, in modo da poterla odiare ancora meglio e, soprattutto, con cognizione di causa.

“Credetemi, voi che indossate colori vivaci: in culture nelle quali ogni imbecille possiede un individualità, l’individualità rimbecillisce”.

Kraus era noto ai suoi tempi e tra i suoi numerosi nemici, come il Grande Odiatore. Molti lo descrivono come un uomo sensibile e generoso nella vita privata, con parecchi amici fedeli. Ma quando comincia a girare la manovella della sua retorica polemica, può raggiungere registri estremamente acidi.

Gli “imbecilli” individualizzati, che Kraus ha in mente, non sono gli “hoi polloi”. Anche se può sembrare elitario, Kraus non era tipo da denigrare le masse o la cultura popolare. La calcolata difficoltà della sua scrittura non era una barriera contro i barbari. Al contrario, era rivolta contro le autorità culturali brillanti e istruite che abbracciavano un individualità fasulla: gente che secondo Kraus avrebbe dovuto essere più consapevole.

Ecco allora la visione Kraussiana – Macedoniana del mondo contemporaneo.
Noto con disprezzo e amaro quante sono persone tra la folla con il cellullare in mano, che di per se non è grave (è pur sempre un potente mezzo di calcolo e comunicazione), ma che scopro eseguire Candy Krush Saga (o come si scrive) o schermate colorate a me sconosciute. Ma Kraus sorvolerebbe sulle masse che comunque non denigra.
Al contrario avrebbe molto da ridire sulle figure cardine della nostra società, e quindi letterati, dottori, medici e amministratori.
Noto, infatti, come queste persone diano sfogo, in preda al delirio del CONFRONTO – NON CONFRONTO di facebook, a esilaranti commenti senza contenuto morale o rilevanza culturale, attacchi ad personam, e soprattutto un approccio che tende a visualizzare il social network come un oracolo della verità.
Sembrano quasi dimenticare che è pieno di balle, puttanate, goliardia e scherzi che qualche misterioso motore spinge a rendere pubblico, al contrario la stoltezza spinge chi interagisce a rispondere come se si stesse rispondendo ad una Carica Istituzionale. Sembrano quasi dimenticare che la loro investitura, morale più che reale, sia quella di essere un gradino più su degli altri; anzi MEZZO.
Ed io mi ritrovo ad apprezzare il silenzio e la consapevolezza di chi quel teatro lo frequenta solo come spettatore e non come protagonista DI BASSO LIVELLO.

Ai tempi di Kraus i profitti e l’influenza della stampa viennese erano penosamente piccoli rispetto agli standard degli attuali giganti della tecnologia e dei mezzi di comunicazione di massa. Oggi il mare di dati irrilevanti, falsi o vuoti è milioni di volte più grande.
Kraus aveva solo immaginato un mondo futuro in cui la gente non fosse più capace di fare addizioni e sottrazioni; adesso è difficile cenare con amici senza che qualcuno tiri fuori il suo iPhone per richiamare alla mente qualcosa che un tempo il proprio cervello doveva ricordare.

Ancora critica, ma sempre sottile e ponderata, al mondo moderno, al popolo di Amazon: “Noi leggiamo e vogliamo i libri gratuiti, magari gli E-book, essidai, scarichiamoli illegalmente. Perché chi non guadagna molto, vuole intrattenimento gratis, e chi ha una vita dura, vuole gratificazioni istantanee “SPEDIZIONE GRATUITA ENTRO 24 h”.
Il libro stampato diventa un rischio, i recensori responsabili si estinguono, le librerie indipendenti scompaiono, gli autori s’improvvisano promoter di se stessi. Alla fine vincerà sempre il massificato Krausiano che risponderà: “Non me ne frega niente, voglio risparmiare e avere qualcosa a casa in 24h”. Sarà! Io metto il punto e vado alla Feltrinelli.

Il mio catenaccio adesso incomincia a prendere vita…
La mia critica diventa ponderata, ma poco importa, perché tanto, quasi nessuno leggerà questo articolo e soprattutto quasi nessuno capirà perché Kraus lo adoro: ebbene rispondo apertamente. Kraus è un avanguardista, un arrabbiato, un visionario e si deve essere come lui in questo mondo se vuoi cambiare qualcosa. E garantisco al lettore cortese che qualcosa io la voglio cambiare.

In ogni caso, pochi capiranno questo articolo.

 

Krausianamente

Il vostro
Peppe Macedone

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