UNICT: Emergenza Sicurezza alla Cittadella

Allarme furti alla Cittadella Universitaria, la situazione per gli studenti è drammatica.
Già da tempo si ravvisa un’emergenza sicurezza alla Cittadella Universitaria dell’Università di Catania, sede di molti Dipartimenti ed alcuni anche tra i più frequentati. La situazione sembra ancora non aver trovato soluzione nonostante gli appelli. Azione Universitaria aveva già proposto da tempo una soluzione al problema e cioè quella di porre dei vigilantes all’ingresso della Cittadella; questa soluzione non aveva riscontrato il favore degli studenti (moltissimi i commenti su Facebook di protesta) e così il problema continua visto che fino ai giorni scorsi si è assistito agli ennesimi atti di delinquenza e criminalità. “E’ una situazione invivibile ed inaccettabile – afferma Giuseppe Macedone, coordinatore di Azione Universitaria ad Ingegneria – credo che agli studenti ed in generale a chiunque fruisca dei servizi della Cittadella si debba assicurare la massima sicurezza personale ed anche dei propri mezzi. Non è stato fatto granchè finora e le telecamere presenti evidentemente non bastano: è necessario qualche proposta più efficace come quelle proposte da Azione Universitaria, che se fossero state tempestivamente accolte avrebbero sicuramente attenuato o risolto il problema. Ma non demorderemo, per il bene degli studenti alzeremo la voce e ci faremo sentire.”

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Non ho più la mia bandiera.

Le considerazioni politiche di un uomo nato troppo tardi per essere del Movimento Sociale Italiano, cresciuto sotto la Fiamma Tricolore di Alleanza Nazionale, amareggiato dal PDL e dalla sua fine, nato troppo presto per credere realmente che esista ancora una destra sana.

Oggi è il 24 Marzo 2014, 2 giorni prima il mio compleanno che mi porterà ancora più vicino al quarto di secolo (cosa che comunque è tremenda), e sono qua a considerare la mia posizione incalzante, considerando soprattutto la candidatura di una persona che ho sempre chiamato “Amico”, che ho sempre rispettato e che oggi è Candidato alle Europee da Catania, molti avranno già capito a chi mi riferisco, parlo dell’On. Salvo Pogliese.

La mia storia politica nasce su un piccolo grande fronte di Azione Giovani nella piccola Mineo, si è snodata nei comuni del Calatino sotto il logo Azzurro del PDL Finiano-Berlusconiano ed è arrivata a Catania con Azione Universitaria e sempre il PDL dell’ “amico” di cui sopra.

Immutato l’affetto e la stima nei suoi confronti, non posso non notare che, in questa nuova campagna elettorale, il tricolore stampato al suo fianco non è lo stesso di cui io mi sento figlio, padre, servo e padrone.
E’ lo stesso logo che sfuggivo e dal quale cercavo distanza quando fu messo insieme al mio nel calderone PDL.

Non ho mai scelto un partito, nè per convenienza, nè per famiglia, nè tantomeno per obbligo! Ho scelto prima di tutto un gruppo, una comunità, una famiglia, fratelli di banco, con cui combattere fianco a fianco.
Ho scelto la fazione che mi ha acclimatato, che mi ha fatto sentire a casa.
La fazione dei fratelli che mi hanno insegnato che militare è una vocazione che non smette mai di ardere nei nostri cuori, proprio come quelle fiamme tricolori.

Oggi la mia fiamma è più accesa che mai, ma al mio fianco non vedo più i miei fratelli, li vedo sparsi qua e la, e ,come un segreto che decifrabile solo tra noi, nei loro occhi c’è imbarazzo, c’è vuoto, tristezza, incapacità di compiere un passo, perchè la nostra fiamma questa nazione e qualche traditore ce l’hanno portata via.

Io sono orfano, e con un figlio ammazzato.
La libertà di combattere per quello che amiamo, identificare profondamente una bandiera, questo stato ce l’ha portato via.

Sursum Corda a quei pochi che si riconosceranno.